Complessivamente, va detto, i dati ISNART hanno evidenziato che il turismo italiano nel 2005 ha avuto un andamento miglio-re di quello del 2004 confermando il trend di crescita del set-tore.

Gli operatori delle località turistiche leader hanno dichiarato percentuali di occupazione più elevate rispetto all’anno pre-cedente in particolare tra gennaio e Pasqua e tra maggio e settembre. Inoltre dato rilevante ha riguardato il mese di gen-naio nel quale il forte incremento registrato rispetto allo scor-so anno ha confermando la tendenza alla destagionalizzazione della vacanza segnale rilevante che ha individuato nuove op-portunità di crescita del settore.

Le valutazioni che l’ISNART ha fornito per il 2005 hanno evi-denziato la differente propensione dei comparti tradizionali all’occupazione nei vari periodi dell’anno ed in particolare :

- le città d’arte si attestano su ottime medie di occupazione per tutto l’anno, registrando i picchi massimi da maggio a giu-gno e da settembre a novembre;

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- la montagna fa il pieno durante i mesi invernali, ma tiene molto bene anche ad agosto (77,3%), recuperando rispetto al 2004 (69,8%);
- le località balneari raggiungono l’occupazione maggiore ad agosto e per le festività pasquali;
- i laghi vivono complessivamente una buona annata, il mese migliore è aprile, che con una percentuale del 55,0% si atte-sta molto al di sopra della media nazionale di occupazione (36,6%);
- le destinazioni di campagna rimangono costantemente sotto le medie nazionali, ad eccezione di luglio ed agosto che rap-presentano i mesi più importanti per il turismo verde.

I diversi andamenti della occupazione turistica dei vari segmenti di prodotto tradizionali hanno portato alla considerazione che un offerta differenziata che possa per struttura e soprattutto ubicazione abbracciare piu’ segmenti di prodotto tradizionali sia potenzialmente idonea a realizzare obiettivi concreti di destagionaliz-zazione.

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